Un giorno di primavera, nell’ora di un tramonto straordinariamente caldo, a Mosca, agli stagni Patriarshie, apparvero due signori. Il primo, che indossava un completo estivo sul grigio, era di bassa statura, grasso, calvo, teneva in mano un dignitoso cappello, e sul suo viso ben rasato erano collocati degli occhiali di dimensioni spropositate con la montatura di corno nero. Il secondo – un giovanotto dalle spalle larghe e dai capelli rossicci e arruffati, con un berretto a scacchi appoggiato sulla nuca, – portava una camicia da cow-boy, dei pantaloni bianchi spiegazzati e sandali neri.
Il primo altri non era che Michail Aleksandrovich Berlioz, presidente di una delle più grandi associazioni letterarie di Mosca, chiamata in sigla MASSOLIT, nonché direttore di una grossa rivista letteraria, mentre il suo giovane accompagnatore era il poeta Ivan Nikolaevich Ponyrëv, che si firmava con lo pseudonimo di Bezdomnyi.

tratto da Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

Olivette di fave
(per 6 persone)

500 gr. di fave fresche sgusciate
2 cipollotti
2 uova
2 cucchiai di pane grattugiato
3 cucchiai di pecorino grattugiato
farina bianca
1 mazzetto di timo
1 mazzetto di menta
olio
sale
pepe

Sgranare le fave. Sbollentarle in acqua bollente per un paio di minuti, raffreddarle in acqua fredda e sbucciarle. Rimettere le fave sgusciate ancora a cuocere in acqua bollente salata per qualche minuto, fino a che saranno tenere. Pulire i cipollotti e tagliarli a pezzetti. Passare le fave al mixer con i cipollotti, fino ad ottenere un puré liscio. Salare, pepare e aggiungere le uova, uno per volta. Aggiungere le erbe aromatiche tritate finemente, il pane e il pecorino grattugiati e se necessario, un po’ di farina bianca per addensare il composto. Formare delle polpette molto piccole, un po’ più grandi di un’oliva, infarinarle e friggerle rapidamente in una padella con abbondante olio extravergine d’oliva. Servire immediatamente.

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