Ora il sonno lo abbandonava più spesso, non una o due bensì quattro, cinque volte la settimana. Che cosa faceva in quei momenti? Non passeggiava a lungo dentro gli arabeschi dell’alba. Non aveva un amico tanto intimo da sopportare il tormento di una telefonata. Cosa dirgli? Era una questione di silenzi, non di parole.
Cercava di leggere fino ad addormentarsi, ma riusciva solo a sentirsi più sveglio. Leggeva scienza e poesia. Gli piacevano le poesie scarne collocate minuziosamente nello spaziò bianco, file di tratti alfabetici impressi a fuoco nella carta. Le poesie lo rendevano cosciente del proprio respiro. L’essenzialità della poesia gli rivelava in un attimo cose che normalmente non notava. Questa era la sfumatura di ogni poesia, almeno per lui, di notte, in quelle lunghe settimane, un respiro dopo l’altro, nella stanza ruotante in cima all’appartamento a tre piani.

tratto da Cosmopolis di Don De Lillo


Tortiglioni al verde

(per 4 persone)

320 gr. di Tortiglioni
3 zucchine piccole
2 cipollotti
200 gr. di fave sbucciate
200 gr. robiola di capra
4 cucchiai di panna
4 cucchiai di latte
½ bicchiere scarso di vino bianco secco
1 ciuffo di basilico
olio extravergine d’oliva
1 presa di sale
1 macinata di pepe

Sgranare le fave. Tuffarle in acqua bollente per un paio di minuti e sbucciarle. Lavare le zucchine, spuntarle e tagliarle a bastoncini. Rosolare i cipollotti in un tegame con 3 cucchiai di olio, aggiungere il vino bianco e sfumare. Unire le fave e le zucchine e far cuocere a fiamma media per 7-8 minuti, aggiungendo all’occorrenza qualche cucchiaio di acqua. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Nel frattempo far sciogliere la robiola in una padella capiente, unendo a filo, la panna e il latte. Scolare la pasta al dente, rovesciarla nella padella con la crema, aggiungere le zucchine, le fave e una presa di sale, unire una macinata di pepe e profumare con le foglie di basilico spezzettate con le mani. Servire ben calda.

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