La sberla è stata così forte che ho potuto tirarmi su solo dopo tredici anni. Non era, in realtà, uno schiaffo da ridere, e per tirarmelo ci si erano messi in molti.
Siamo al 26 ottobre 1931. Alle otto del mattino mi hanno tirato fuori dalla cella che occupo da un anno alla Conciergerie. Sono rasato di fresco, ben vestito, un abito di un gran sarto mi dà un piglio elegante. Camicia bianca, cravatta a farfalla azzurro pallido, che dà l’ultimo tocco alla tenuta.

tratto da Papillon di Henri Charrière

Spezzatino di pesce spada al profumo di arancia
(per 4 persone)

4 fette di pesce spada di circa 200 gr. ciascuna
farina q.b.
1 spicchio d’aglio
1 scalogno
½ bicchiere di vino bianco secco
3 cucchiai abbondanti di olive taggiasche denocciolate
1 arancia spremuta
scorza grattugiata di un’arancia
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
sale
pepe
insalata fresca

Tagliare il pesce spada a grossi dadi e passarlo nella farina. Scaldare l’olio in una larga padella, unire il pesce spada e farlo rosolare a fuoco vivace per circa 5 minuti e metterlo in un piatto.
Affettare lo scalogno, schiacciare l’aglio con una forchetta ed aggiungerli al fondo di cottura del pesce, salare e pepare. Aggiungere le olive, il pesce e la scorza dell’arancia. Dopo circa 2 minuti, bagnare con il vino bianco e con il succo dell’arancia. Far cuocere a fuoco vivace senza far asciugare troppo il sugo. Accompagnare con un’insalatina fresca.

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